Duericercatori del Laboratorio federale svizzero per la scienza e la tecnologiadei materiali Empa sono al lavoro per rivoluzionare la tecnologia dellebatterie: Moritz Futscher e Abdessalem Aribia, sotto il nome di BTRY, hannosviluppato una batteria sottile quanto un foglio di carta.
La vostra start-up BTRY è al centro dell’attenzione.Qual è il motivo?
Moritz Futscher (MF): Oggigiornoutilizziamo principalmente due tipi di batterie. Le prime sono quelle agli ionidi litio: possono immagazzinare molta energia ma la ricarica richiede parecchiotempo. Sono necessari una ventina di minuti per renderle di nuovo utilizzabili.Dall’altra parte abbiamo i supercondensatori: possono essere ricaricati inpochi secondi ma immagazzinano solo poca energia. Con i nostri prodotti,vogliamo unire entrambe le qualità.
Come ci riuscite?
Abdessalem Aribia (AA): Puntiamo su uno strato di materiali ultrasottile edevitiamo i liquidi. Le batterie odierne contengono sempre componenti liquide. Sonocostituite da un anodo e un catodo ossia da due strati che sono necessari perl’immagazzinamento dell’energia. Un elettrolita liquido fa sì che gli ionipossano fluire da una parte all’altra. L’elettrolita è però sensibile allatemperatura e può prendere fuoco. Abbiamo quindi sostituito il liquido con unsolido. Questo garantisce una migliore sicurezza e una maggiore densità dienergia.
Una cosa l’ho imparata: i liquidi sonoconduttori migliori. Come si può ottenere lo stesso risultato con un solido?
AA: Utilizzando i metodi diproduzione impiegati nella costruzione di chip per i computer o in altrisettori industriali. Ciò significa sfruttare strati ultrasottili dello spessoredi pochi millesimi di millimetro. In questiordini di grandezza è possibile forzare il passaggio degli ioni anche se le componentisono solide.
A che punto siete attualmente?
MF: Nel bel mezzo dello sviluppo del prodotto, nella scalabilità. Negliultimi sei mesi abbiamo aumentato le quantità di mille volte e la velocità diproduzione di dieci volte. Attualmente vendiamo i primi prototipi ad altriproduttori di batterie.
In che settori verranno impiegate levostre batterie?
MF: Sono particolarmente indicate pergli utilizzi che richiedono al contempo energia e potenza. Attualmente leutilizziamo per i sensori. In futuro, grazie alla rapida velocità di ricarica,si potrebbe pensare anche ad apparecchi medici impiantati. E infine puntiamoall’industria dell’intrattenimento: telefoni, laptop, orologi.
E l’industria automobilistica?
MF: È certamente un mercato interessantema anche molto ambito. La maggior parte delle industrie per la produzione dellebatterie punta proprio alle auto.
Quindi la evitate per questioni tattiche?
MF: Sì. Le batterie per automobili sono orientate al prezzo. Sono una partesignificativa del prezzo dell’automobile. Noi cerchiamo invece attualmenteutilizzi per cui il prezzo della batteria sia solo una parte infinitesimalerispetto al prezzo del prodotto.
E per quanto riguarda la sostenibilità dei vostriprodotti?
AA: È ottima, direi! Abbiamo due grandi vantaggi: da una parte, le batteriecostruite con la nostra tecnologia durano fino a dieci volte di più rispettoalle classiche batterie, il che significa che devono essere sostituite moltomeno spesso. Inoltre, sfruttiamo processi di produzione sostenibili ed evitiamol’uso di solventi tossici.
Non siete gli unici a svolgere ricerche per svilupparenuove tecnologie per le batterie. Unbound Potential, una start-up di Thalwil,ritiene di avere scoperto un elemento essenziale per lo scambio energetico.Lavora però ancora con elementi liquidi. Chi è in vantaggio?
AA: Speriamo entrambe! Ritengo che l’innovazionetecnologica sia importante per la Svizzera e che occorra collaborare per nonrestare indietro. Inoltre, le nostre batterie e quelle di Unbound Potentialmirano a due utilizzi differenti. Per l’elettronica portatile e i sensori, lanostra tecnologia offre chiari vantaggi. Se invece sono necessari grandibatterie che non devono essere spostate, la tecnologia di Unbound Potential èpiù adatta e vantaggiosa anche a livello di prezzo.

