Per la lotta contro i cambiamenti climatici, il mondo non basta. Circa la metà dei valori rilevanti per il clima possono essere rilevati solo via satellite. Senza i più di 150 satelliti che orbitano attorno al nostro pianeta, non sarebbe possibile effettuare studi altrettanto precisi sui cambiamenti climatici.
Anche l’agenzia spaziale europea (ESA) ha lanciato satelliti nello spazio a questo scopo. Il primo satellite della cosiddetta flotta Copernicus è stato lanciato nel 2014; oggi la flotta comprende dodici satelliti scientifici. Possiamo considerarli come detective del clima che dallo spazio misurano il livello dei mari, lo scioglimento dei ghiacciai e il contenuto di metano e CO2 nell’atmosfera.
Dati completi
Chiaro: i satelliti di per sé non sono all’ultimo grido in fatto di sostenibilità. A causa dei gas di scarico rilasciati nell’atmosfera, il lancio di un razzo non è particolarmente sostenibile dal punto di vista climatico. Nel caso dei satelliti lanciati a scopo scientifico, i vantaggi sono però maggiori degli svantaggi grazie ai preziosi dati raccolti.
In pochi giorni, i satelliti possono ottenere uno sguardo completo sull’intero pianeta e raccogliere quindi dati completi. Dallo spazio è ad esempio possibile raccogliere dati precisi al millimetro in merito al livello dei mari. Questa tecnologia torna utile anche per misurare l’estensione dei ghiacciai e delle calotte polari. Anche lo scioglimento dei ghiacciai può essere osservato con precisione dallo spazio.
Laser, radar, tempo di risposta e riflessi
A causa del riscaldamento globale, ogni anno vanno perse enormi masse di ghiaccio. Per calcolare l’entità esatta del danno, i satelliti misurano i campi gravitazionali terrestri. Il principio recita: dove la massa di ghiaccio è maggiore, il campo gravitazionale è più forte. Le misurazioni vengono effettuate da due satelliti che orbitano uno dietro l’altro. I due apparecchi vengono mantenuti in movimento dai campi gravitazionali: grazie alle variazioni nella distanza è quindi possibile misurare la forza di gravità.
Per la misurazione del livello dei mari vengono invece impiegati satelliti dotati di radar. Questi inviano un segnale sulla Terra e misurano il tempo che impiega il segnale a raggiungere la superficie. Un tempo minore significa una distanza minore e quindi un livello più alto dei mari. Questo tipo di misurazioni viene effettuato regolarmente ormai da molti anni. In questo modo è possibile ottenere un quadro affidabile della situazione per sapere esattamente di quanti millimetri cresce il livello dei mari anno dopo anno.


