Il vostro prodotto ha tutte le sembianze di una botte di argilla, ma cosa è in grado di fare e a cosa serve?
La torre di vermi non è un pezzo unico come una botte, ma è costituita da cinque singoli elementi in argilla. Al suo interno si possono compostare fino a 1,2 chili di rifiuti ogni settimana. Dopo circa sei mesi è possibile raccogliere l’elemento inferiore da cui prelevare finissimo humus di vermi (Worm Pooh).
Quanto è importante compostare?
Molto. I rifiuti organici compostabili possono essere trasformati con semplicità in modo naturale. E per di più, senza rilasciare alcun odore! Solitamente, nei cassonetti verdi tradizionali per il compostaggio manca l’ossigeno. Questo vuol dire che il processo di decomposizione viene svolto da batteri putrefattivi che, non solo rilasciano cattivi odori, ma producono anche gas metano, un gas a effetto serra 25 volte più potente della CO2. Nella maggior parte dei casi, i clienti possono raccogliere il primo strato utile da WormUp HOME dopo circa 6-7 mesi, per il fatto che la prima volta deve riempirsi completamente, e in seguito, ogni 2-3 mesi.
WormUp Home è adatto anche a chi è disgustato dai vermi?
No. Ma se non vuoi più essere disgustato dai vermi, WormUp Home è la soluzione ideale. Molti dei nostri clienti parlano dei loro vermi come se fossero animali domestici e gli preparano con piacere il loro «mangime». Si crea effettivamente un legame con questi animaletti con cui si condivide lo stesso tetto e lo stesso cibo.
Qual è l’aspettativa di vita dei vermi: c’è il rischio di rimanere a secco o si riproducono fra di loro?
Si riproducono. I vermi sono ermafroditi, si riproducono sempre nella giusta quantità rispetto allo spazio disponibile e alle risorse nutritive. Come i pesci nell’acquario o le api nell’alveare, non si moltiplicano all’infinito, ma solo nella misura che il rispettivo habitat è disposto ad accogliere. Un ecosistema che si autoregola.
Il sistema WormUp Home può essere posizionato in qualunque punto della casa?
In linea generale, sì. Il riscaldamento a pavimento o forti irraggiamenti solari si dovrebbero però assolutamente evitare per non incorrere nelle conseguenze derivanti da surriscaldamento o essiccazione.