Il percorso educativo sull’economia circolare, privo di barriere architettoniche e accessibile a tutti, offre uno sguardo estremamente interessante sui materiali riciclati prodotti a partire dai calcinacci. Foto: Amrit Medias / Jonas Scheu

Calcinacci in Svizzera: rifiuti o importanti materie prime?

Wie Bauschutt die Schweiz zumüllt und wichtige Rohstoffe liefert

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Un nuovo percorso educativo sull’economia circolare mostra come le case possono essere demolite conservando al contempo importanti materie prime. Il percorso interattivo è una gita istruttiva sia per gli specialisti che per le famiglie con bambini.

Se si parla di economia circolare, molti di noi pensano subito a vestiti di seconda mano, mobili usati e riciclaggio di bottiglie di PET e carta. Meno conosciuto è invece l’ambito in cui esiste il maggiore potenziale per lo sfruttamento circolare del materiale: l’edilizia.

Delle circa 77 milioni di tonnellate di rifiuti prodotte ogni anno in Svizzera, oltre l’80 per cento proviene dal settore edilizio. Secondo l’UFAM, 15 milioni di tonnellate provengono dalla demolizione degli edifici. Poiché il settore edilizio è anche uno dei maggiori produttori di emissioni di CO2, un’economia circolare avrebbe un effetto decisamente positivo sulla protezione del clima.

La Eberhard Unternehmungen, impresa di costruzione e riciclaggio, vuole ora dimostrare che l’economia circolare è già realtà nel settore edilizio: il 21 giugno, accanto all’enorme area occupata dall’impresa a Oberglatt, è stato inaugurato il «Kreislauflehrpfad», il percorso educativo sull’economia circolare.

Testare con mano

«Il percorso educativo è nato grazie a un esperimento dell’ETH», spiega Astrid Gloor, responsabile marketing e pubbliche relazioni presso la Eberhard che insieme ad altri due collaboratori ha disegnato il percorso educativo. L’ETH cercava un posto dove testare un robot sperimentale e fargli costruire autonomamente un muro lungo oltre sessanta metri con massi e calcinacci. Poiché la Eberhard Unternehmungen, a seguito di alcuni lavori di ampliamento, era nelle condizioni di poter creare uno spazio verde supplementare, ha potuto mettere a disposizione il terreno. «Da qui è nata l’idea di un percorso educativo sull’economia circolare», spiegta Gloor.

Il percorso è rivolto sia agli specialisti che alle famiglie con bambini. Il sentiero richiede circa un’ora di cammino ed è allestito in modo ludico: oltre ai muri di sassi come elemento centrale, offre ad esempio una macchina per lo smistamento dei calcinacci grazie alla quale grandi e piccini possono provare personalmente a smistare questi rifiuti di demolizione.

Le conoscenze in materia vengono ampliate grazie a un quiz visualizzabile sullo smartphone tramite un codice QR in ognuna delle dieci differenti postazioni. Il percorso mostra una prospettiva davvero interessante su come da un disordinato groviglio di pezzi di cemento, barre di acciaio, legno e metallo sia possibile ottenere nuovamente preziose materie prime.

Agli esperti mancano le conoscenze

È possibile anche vedere come questi materiali di scarto possono ad esempio essere riutilizzati per la produzione del cosiddetto cemento «Zirkulit» che si basa sulla tecnologia di immagazzinamento del CO2. Secondo l’impresa Eberhard, il Zirkulit lascia un’impronta di CO2 davvero minima.

«Molti hanno la sensazione che il riciclaggio dei materiali residui generi materiale da costruzione di qualità scadente», spiega Gloor. Una vera economia circolare significa tuttavia che le materie prime possono venir riutilizzate per creare materiale da costruzione di alta qualità. Il percorso educativo è quindi rivolto anche ad architetti, ingegneri e urbanisti.

«A molti esperti mancano le conoscenze su cosa sia effettivamente possibile realizzare al giorno d’oggi come ad esempio costruire nuovi edifici utilizzando quasi esclusivamente materiali riciclati», spiega Gloor. Questo significa riflettere sui materiali da utilizzare per la costruzione già in fase di pianificazione. In questo modo viene tuttavia realizzato un contributo importante a favore della protezione del clima. È in fin dei conti lo scopo del percorso educativo sull’economia circolare.

Beim Begriff Kreislaufwirtschaft denken wohl viele zuerst an Second-Hand-Kleider, gebrauchte Möbel und Recycling von PET-Flaschen oder Papier. Weniger bekannt dürfte sein, wo eines der grössten Potenziale für den Materialkreislauf besteht: beim Bauen.

Von den rund 80 Millionen Tonnen Abfall, die in der Schweiz jährlich produziert werden, kommen insgesamt 15 Millionen Tonnen aus der Baubranche. 7,5 Millionen Tonnen stammen aus dem Rückbau von Gebäuden. Da die Baubranche auch zu den grossen Verursachern von CO2-Emissionen gehört, hätte eine Kreislaufwirtschaft einen entsprechend positiven Effekt auf den Klimaschutz.

Dass Kreislaufwirtschaft im Bau tatsächlich bereits existiert, will das Bau- und Recycling-Unternehmen Eberhard Unternehmungen aufzeigen: Am 21. Juni wurde am Rand des riesigen Geländes der Firma in Oberglatt der sogenannte Kreislauflehrpfad aus der Taufe gehoben.

Selbst Hand anlegen

«Der Lehrpfad gründet auf einem Experiment der ETH», sagt Astrid Gloor, zuständig für Werbung und PR bei Eberhard. Zusammen mit zwei Mitarbeitenden hat sie den Lehrpfad konzipiert. Die ETH habe einen Platz gesucht, um einen experimentellen Bauroboter autonom eine über sechzig Meter lange Mauer aus Findlingen und Bauschutt errichten zu lassen. Da die Eberhard Unternehmungen wegen eines Erweiterungsbaus die Auflage hatte, eine zusätzliche Grünfläche zu schaffen, konnte sie das Gelände zur Verfügung stellen. «Daraus entstand die Idee des Kreislauflehrpfads», sagt Gloor.

Der Lehrpfad richtet sich ebenso an Fachleute, wie an Familien mit ihren Kindern. Der Pfad nimmt etwa eine Stunde in Anspruch und ist spielerisch angelegt: Neben der Findlingsmauer als zentralem Blickfang, bietet er zum Beispiel eine Bauschutt-Sortiermaschine, mit der Jung und Alt versuchen, selbst Baustücke zu trennen.

Das Wissen an den über zehn Stationen wird mittels QR-Codes aufs Handy gespielt und mit Quizfragen vertieft. Der Lehrpfad zeigt eindrücklich, wie aus einem unübersichtlichen Gewirr aus Betonbruchstücken, Armierungseisen, Holz und Metall am Ende wiederverwendbare, hochwertige Rohstoffe entstehen.

Fehlendes Wissen bei Fachleuten

Ebenfalls zu sehen ist, wie diese zum Beispiel zur Erzeugung von sogenanntem Zirkulit-Beton mit CO2-Speichertechnologie genutzt werden. Laut Eberhard Bau hinterlässt Zirkulit einen minimalen CO2-Fussabdruck.

«Viele haben das Gefühl, Bau-Recycling führe zu minderwertigen Ausgangsmaterialien», sagt Gloor. Echter Kreislauf bedeute jedoch, dass die Rohstoffe für hochwertiges Baumaterial genutzt werden können. Entsprechend richtet sich der Lehrpfad auch an Architektinnen, Architekten, Ingenieurinnen, Ingenieure, Bauplanerinnen und Bauplaner.

«Vielen Fachleuten fehlt die Kenntnis, was heute bereits möglich ist, zum Beispiel Neubauten fast gänzlich aus rezyklierten Materialien zu bauen», sagt Gloor. Dies bedinge aber, sich bereits bei der Planung Gedanken über die Baustoffe zu machen. Dann aber wäre für den Klimaschutz schon viel gewonnen. Der Kreislauflehrpfad solle auch dazu anregen.

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Prima pubblicazione:  
4.8.2022
  Ultimo aggiornamento: 
5.8.2022
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