Non tutti sanno che gli impianti di depurazione delle acque reflue consumano molta elettricità. Per risolvere questo problema, i ricercatori della scuola universitaria professionale in Vallese hanno elaborato una procedura che sfrutta i microbi contenuti nelle acque reflue per produrre energia elettrica. Allo sviluppo di questo processo, descritto già nel 1910 e poi dimenticato, ha partecipato anche il Prof. Dr. Fabian Fischer dell’Alta Scuola d’Ingegneria in Vallese.
Una batteria lunga 14 metri
Secondo il dottor Fischer, lui e il suo team puntano a un triplice traguardo: «Vogliamo ridurre il consumo di elettricità degli impianti di depurazione, depurare le acque reflue e produrre elettricità.» La pila a combustibile sviluppata dal suo team non genera solo abbastanza elettricità da alimentare numerose batterie agli ioni di litio ma permette inoltre di depurare senza costi supplementari le acque reflue nell’impianto di depurazione.
A un primo sguardo, la procedura sembra semplice: le acque reflue fluiscono nella batteria da un lato. Qui l’acqua incontra elettrodi in schiuma di carbonio su sui si trovano i microbi che svolgono principalmente i processi biologici di degradazione necessari per la pulizia delle acque reflue. Come effetto secondario, i microbi rilasciano elettroni durante la loro attività e producono quindi elettricità. L’innovativo sistema a batteria, costruito dai ricercatori nell’impianto di depurazione di Châteauneuf-Sion, è lungo 14 metri e costituito da 64 file di pile a combustibile collegate tra loro.
Secondo il dottor Fisher, nei Paesi industrializzati la depurazione delle acque reflue consuma dall’uno al due per cento dell’elettricità prodotta. Il consumo di elettricità degli impianti di depurazione è dovuto per il 50-70 per cento alle vasche a fanghi attivi nelle quali i batteri svolgono un processo di degradazione biologica e che devono quindi essere aerate. Con il passaggio a una pila a combustibile microbiologica, l’impianto di depurazione passa da consumatore di elettricità a produttore di elettricità: a livello mondiale, gli impianti di depurazione potrebbero produrre tanta elettricità quanto novanta centrali nucleari.
La Confederazione sostiene i progetti nel settore dell’energia
L’Ufficio federale dell‘energia (UFE) sostiene i progetti innovativi e creativi. Un bando di gara è attualmente dedicato al tema "Living & Working": la questione centrale dei progetti presentati è l’evoluzione del consumo energetico in Svizzera a seguito del nuovo stile di vita e di lavoro, il diverso comportamento nell’ambito della mobilità o la maggiore consapevolezza ambientale.
Un altro bando di gara dell’UFE è il progetto pilota e di dimostrazione per la promozione di applicazioni e test sul campo nel settore della mobilità elettrica: "Test di mercato di veicoli e macchine elettriche innovative". Nel quadro del bando di concorso verranno assegnati sussidi a quei progetti volti a testare soluzioni elettriche innovative nel settore del trasporto merci, delle macchine mobili e dei veicoli speciali.


