Sembra una tecnologia fantascientifica alla «Star Trek»: si prende una cartuccia, la si infila nell’apposita apertura, la si avvita brevemente e voilà si accendono le luci; l’astronave con motore a curvatura è pronta alla partenza. Suona come qualcosa appartenente ad un futuro lontano e invece è già a portata di mano. Non il motore a curvatura ma la cartuccia con il pieno di energia.
L’invenzione si chiama Powerpaste ed è stata sviluppata dal centro per la ricerca sulla tecnologia a idrogeno dell’istituto tedesco Fraunhofer (IFAM). A un’altra divisione dello stesso istituto dobbiamo il formato audio standard MP3 e allo stesso modo anche la Powerpaste è musica per le orecchie di chi vede il futuro dell’energia non nelle batterie ma nell’idrogeno.
Un principio geniale
La pasta risolve numerosi problemi allo stesso momento. Elimina la necessità di una rete di serbatoi di idrogeno. La cartuccia occupa poco spazio e può essere trasportata ovunque, anche in zone isolate. Gli elevati standard di sicurezza richiesti per immagazzinare l’idrogeno, altamente esplosivo, non sono più necessari. Al contrario delle batterie, non deve essere smaltita: come sottoprodotto resta solo idrossido di magnesio, una sostanza non tossica utilizzata anche nell’industria alimentare. E come reagente serve solo acqua di qualsiasi grado di durezza, anche l’acqua di mare dovrebbe andare bene.
Il principio è geniale: la cartuccia con la pasta viene infilata in un generatore di idrogeno. Da un serbatoio viene quindi prelevata l’esatta quantità di acqua necessaria per coprire il fabbisogno di elettricità. La pasta reagisce con l’acqua rilasciando idrogeno. Questo viene subito diretto in una cella a combustibile PEM (cella a combustibile con membrana a scambio protonico) che trasforma l’idrogeno in elettricità.



