La nuovissima nave cargo a vela: la «Oceanbird» potrà trasportare fino a 7000 automobili. Foto: Wallenius Marine

Il ritorno dei grandi velieri

Die Rückkehr der Frachtsegler

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I viaggi navali a scopo commerciale sono responsabili del due per cento delle emissioni di CO2. Le compagnie di navigazione attente all’ambiente cercano possibili alternative e le trovano nella lunga storia della navigazione: i velieri tornano alla ribalta.

Circa duecento anni fa, i primi motori a vapore furono montati sulle grandi navi commerciali e questo evento segnò la fine dell’era dei velieri: i nuovi mezzi non dipendevano più dal vento e diventò possibile costruire navi sempre più grandi fino ad arrivare alle moderne navi container che al giorno d’oggi possono trasportare oltre 20 000 container e quasi 200 000 tonnellate di carico.

Queste navi enormi sono delle vere catastrofi climatiche galleggianti. Sono alimentate con oli combustibili di qualità scadente che rendono il commercio navale responsabile del sette per cento delle emissioni di diossido di zolfo, del 12 per cento delle emissioni di ossido di azoto e del due per cento delle emissioni di CO2 a livello mondiale.

Molte compagnie di navigazione hanno quindi deciso di prendere le distanze da questo modo di procedere ormai superato e di infondere nuova vita al trasporto delle merci con le navi a vela.

Als vor 200 Jahren die ersten Dampfmaschinen in Schiffe eingebaut wurden, war das Ende der Frachtsegelschifffahrt nah: Die neuen Transporter waren nicht mehr abhängig vom Wind, auch konnten immer grössere Schiffe gebaut werden – bis hin zu den neusten Containerschiffen, die mittlerweile über 20'000 Container und nahezu 200'000 Tonnen transportieren.

Allerdings handelt es sich bei Letzteren um regelrechte Dreckschleudern. Sie werden mit minderwertigem Schweröl betrieben, die kommerzielle Schifffahrt ist weltweit für sieben Prozent der Schwefeldioxid-, zwölf Prozent der Stickoxid-Emissionen sowie zwei Prozent des CO2-Ausstosses verantwortlich.

Mehrere Schifffahrtsunternehmen haben sich deshalb auf die alten Wege besonnen und hauchen dem Transport durch Segelfrachter neues Leben ein.

La nuovissima nave cargo a vela: la «Oceanbird» potrà trasportare fino a 7000 automobili. Foto: Wallenius Marine
Viaggio: I voli lunghi sono veri e propri killer del clima. Ecco perché è meglio andare in vacanza nel proprio Paese. Se dovete viaggiare più lontano, assicuratevi di pagare il piccolo supplemento per il risarcimento CO₂.
Le vele simili ad ali della «Oceanbird» possono essere spiegate e ammainate telescopicamente per permettere il passaggio sotto i ponti. Foto: Wallenius Marine
Viaggio: I voli lunghi sono veri e propri killer del clima. Ecco perché è meglio andare in vacanza nel proprio Paese. Se dovete viaggiare più lontano, assicuratevi di pagare il piccolo supplemento per il risarcimento CO₂.
La «WASP» della Dykstra, attualmente in costruzione, integra il classico motore con quattro vele. Gli alberi fungono al contempo da gru per il carico e lo scarico delle merci. Foto: Dykstra
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Il brigantino "Tres Hombres" è stato trasformato in un veliero da carico da tre amici. Fairtransport.eu
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La "Avontuur" era considerata l'ultima nave da carico prima di diventare un'attrazione turistica. Oggi spedisce ancora merci. Timbercoast
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Il "Ceiba" viene costruito nella giungla del Costa Rica a zero emissioni. Sarà in grado di trasportare 250 tonnellate. Sailcargo Inc.
Viaggio: I voli lunghi sono veri e propri killer del clima. Ecco perché è meglio andare in vacanza nel proprio Paese. Se dovete viaggiare più lontano, assicuratevi di pagare il piccolo supplemento per il risarcimento CO₂.
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Dare un segnale

Tra i pionieri di questo nuovo modo di pensare troviamo tre amici che nel 2007 hanno ristrutturato e reso idoneo al trasporto di merci un brigantino del 1943 battezzandolo poi con il nome di "Tres Hombres". Da allora è in viaggio per l’impresa Fairtransport.eu e può caricare fino a 40 tonnellate di merci: cacao, caffè, rum, miele e tanto altro.

Degli apripista fa parte anche l’impresa francese Trans Oceanic Wind Transportation (TWOT) che ha al suo servizio cinque navi a vela. Tra le più conosciute troviamo la goletta "Avontuur" (costruita nel 1920) con una lunghezza di 44 metri e una capacità di carico di 70 tonnellate. L’«Avontuur» era uno degli ultimi velieri del ventesimo secolo ancora attivi prima che queste navi a due alberi venissero relegate a semplici attrazioni per turisti.

I prodotti trasportati da TWOT sono contrassegnati dal marchio «Anemos» e si trovano in particolare nei supermercati e nei negozi bio francesi. Tuttavia, secondo Segelreporter.com, i viaggi non sono ancora lucrativi. Per ora, si tratta soprattutto di lanciare un segnale. Spesso, inoltre, oltre alle merci la maggior parte dei velieri accolgono a bordo anche ospiti che pagano per le cabine.

Nuovi velieri in costruzione

Il (per ora) mancato profitto non impedisce però alle compagnie di navigazione di costruire nuove navi a vela per il trasporto. In Costa Rica, l’organizzazione Sailcargo Inc. sta ad esempio costruendo una nave chiamata "Ceiba". Oltre alle vele, potrà avvalersi di un motore elettrico alimentato con energie rinnovabili. La «Ceiba» ha una capacità di 250 tonnellate e dovrebbe essere varata nel 2022.

Uno sguardo al futuro è offerto anche dal progetto "WASP" della compagnia costruttrice di navi di lusso Dykstra: quattro vele sostengono il motore del veliero lungo 138 metri, gli alberi fungono anche da gru per carico e scarico. Per sfruttare il vento in maniera ottimale, la nave è equipaggiata con un programma di tracciamento intelligente della rotta in base alle condizioni meteorologiche.

Altrettanto futuristico è il progetto "Oceanbird" dell’impresa svedese Wallenius Marine. La nave è dotata di cinque vele alari che possono essere ammainate telescopicamente. In questo modo la «Oceanbird» potrà passare anche sotto i ponti. Questa nave cargo a vela, attualmente la più grande al mondo, può trasportare fino a 7000 automobili.

In breve: il vento è cambiato e in futuro il mare tornerà ad essere solcato dalle navi a vela.

Ein Zeichen setzen

Zu den Pionieren gehören drei Freunde, die 2007 eine Brigantine aus dem Jahr 1943 transporttauglich machten und sie unter dem Namen «Tres Hombres» auf die Reise schickten. Seitdem ist sie für die Gesellschaft Fairtransport.eu unterwegs und nimmt bis zu 40 Tonnen Waren mit – Kakao, Kaffee, Rum, Honig und mehr.

Als Wegbereiter gilt auch das französische Unternehmen Trans Oceanic Wind Transportation (TWOT), das fünf Frachtsegler im Einsatz hat. Zu den bekanntesten gehört der Schoner «Avontuur» (gebaut 1920) mit 44 Metern Länge und einer Kapazität von 70 Tonnen. Die «Avontuur» galt als einer der letzten Frachtsegler des 20. Jahrhunderts bevor der Zweimaster zur Touristenattraktion wurde.

Die von TOWT transportierten Produkte sind mit den «Anemos»-Label gekennzeichnet und besonders in französischen Supermärkten und Bioläden zu finden. Allerdings sind die Fahrten laut Segelreporter.com noch nicht lukrativ. Es auch gehe mehr darum, ein Zeichen zu setzen. Wohl deshalb werden von den meisten Frachtseglern neben den Waren auch Gäste mitgenommen, die für die Kabine bezahlen.

Brandneue Frachtsegler im Bau

Der (noch) ausstehende Profit hält Schifffahrtsunternehmen aber nicht davon ab, neue Segeltransporter zu bauen. Die Organisation Sailcargo Inc. hat in Costa Rica zum Beispiel ein Schiff namens «Ceiba» im Bau. Neben dem Wind wird es von einem elektrischen Antrieb mit erneuerbarer Energie angetrieben. Die «Ceiba» hat eine Kapazität von 250 Tonnen und soll ab 2022 unterwegs sein.

Einen Blick in die Zukunft bietet das Projekt WASP des Luxus-Bootsbauers Dykstra: Vier Segel unterstützen den Motorantrieb des 138 Meter langen Frachters, die Masten der Segel dienen auch als Krane fürs Be- und Entladen. Um den Wind optimal zu nutzen, ist das Schiff mit intelligenten Wetter-Routen-Programmen ausgestattet.

Am futuristischsten mutet das Projekt «Oceanbird» des schwedischen Unternehmens Wallenius Marine an. Das Schiff ist mit fünf Flügelsegeln ausgestattet, die sich wie Teleskope einziehen lassen. So kommt die «Oceanbird» auch unter Brücken durch. Der derzeit wohl grösste Frachtsegler ist für den Transport von 7000 Autos ausgelegt.

Kurz: Der Wind dreht, die Frachtsegelschifffahrt dürfte in Zukunft immer mehr Fahrt aufnehmen.

Prima pubblicazione:  
5.10.2021
  Ultimo aggiornamento: 
5.10.2021
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