Il velivolo non ha ancora mai staccato le ruote da terra. Il primo decollo dovrebbe avvenire in giugno 2022: il motore non è alimentato con cherosene ma con l’elettricità immagazzinata nelle batterie. Nonostante il cosiddetto e-Sling sia attualmente solo un progetto di studio del Politecnico federale, ci sono ottime probabilità che un giorno questo velivolo sarà disponibile sul mercato in tutto il mondo.
Ora ci troviamo in uno degli hangar dell’aeroporto di Dübendorf. Nel bel mezzo del locale si trova l’e-Sling: un piccolo velivolo del produttore sudamericano Sling Aircraft. Appositamente per il progetto dell’ETH, Sling ha completamente ridisegnato il velivolo e per discutere delle modifiche da apportare, uno degli studenti è andato fino in Sudafrica.
Guardandolo, si capisce subito perché l’e-Sling non può ancora decollare: manca il muso con la sua elica. Nella cabina di pilotaggio c’è un caos di cavi. Non ci sono i sedili. E ci sono due grossi buchi nelle ali. «Qui inseriremo le batterie», spiega Sander Metting, studente del Politecnico di Zurigo e membro del progetto che mira a far alzare in volo il piccolo velivolo alimentato a batteria.
Autonomia di 200 chilometri
Lì dove saranno montate le batterie si trovano di solito i serbatoi del cherosene. Non è solo l’aumento del peso totale a richiedere che le modalità di costruzione del velivolo siano completamente riviste: per poter volare abbastanza a lungo, anche l’efficienza deve essere migliorata. «L’e-Sling ha ali più larghe rispetto al modello originale», spiega Elsa Wrenger, studentessa ETH e anche lei membro del gruppo di progetto. La spinta ascensionale maggiore permette di viaggiare a velocità di crociera minore sgravando quindi il motore. Il velivolo dovrebbe attualmente riuscire a percorrere circa 200 chilometri.
Originariamente, era previsto un piccolo velivolo con batterie modulari che avrebbero potuto essere sostituite durante le soste intermedie in aeroporto. «Lo sviluppo della tecnologia delle batterie e di caricamento avanza tuttavia in maniera estremamente rapida», spiega Sander Metting. Ormai ha molto più senso caricare direttamente la batteria. Ma: «vogliamo sperimentare le opzioni disponibili», spiega Wrenger.


