L’impresa tedesca Volocopter non lavora solo ai taxi volanti ma sviluppa anche hubs per il traffico aereo grazie a Voloport. Foto: Volocopter

I taxi volanti potrebbero decollare già dall’anno prossimo

Schon nächstes Jahr könnten fliegende Taxis abheben

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Il traffico è dannoso per l’umore e il portafogli. Una possibile soluzione per il traffico di prossimità è offerta dallo spazio aereo e lo sviluppo di taxi volanti è ormai in fase avanzata. Prima di poter offrire voli commerciali, ci sono però ancora alcuni ostacoli da superare.

Traffico. L’auto non si muove di un millimetro. La frustrazione aumenta e diventa quasi palpabile. Quale automobilista non ha sognato almeno una volta di premere un bottone e decollare superando la coda in volo?

Stau. Das Auto bewegt sich keinen Millimeter. Die Nerven zum Zerreissen gespannt. Welcher Autofahrer hat nicht schon davon geträumt, einfach abzuheben und dem Stau über die Lüfte zu entfliehen?

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Sembra fantascienza ma potrebbe presto essere realtà, perlomeno per quanto riguarda il servizio di taxi e di trasporto merci. Alcune imprese stanno attualmente sviluppando i cosiddetti taxi volanti chiamati anche eVTOL: «electric Vertical Take-off and Landing Aircraft».

Nelle città, gli imbottigliamenti sono un problema sempre più grosso. Chi deve spostarsi per lavoro si trova confrontato sempre più spesso con tempi morti passati in colonna. I manager nelle grandi metropoli come Hong Kong o San Paolo sfruttano quindi sempre più gli elicotteri per arrivare in tempo alle varie riunioni.

I primi taxi volanti decolleranno nel 2023

Gli elicotteri sono però rumorosi e dannosi per l’ambiente. A porre rimedio ci pensa la «Urban Air Mobility», lo sfruttamento commerciale dello spazio aereo cittadino. Negli ultimi anni sono stati investiti diversi miliardi di dollari in progetti per lo sviluppo di taxi volanti e a livello mondiale sono state fondate numerose startup per la produzione di velivoli elettrici a decollo verticale.

In Germania, l’impresa Lilium desta ad esempio parecchio scalpore. Attualmente sta sviluppando un eVTOL con sette posti a sedere. Il Lilium-Jet dovrebbe essere disponibile in commercio nel 2024 per garantire il trasporto tra una città e l’altra a emissioni zero.

L’impresa di Monaco di Baviera «Lilium» sta testando un progetto in fase avanzata che potrebbe decollare nel 2024. Fonte: Youtube/Lilium

Dalla Germania e da Singapore proviene invece l’impresa Volocopter. Tra i prodotti sviluppati da questa impresa troviamo ad esempio Voloconnect e Volocity, un eVTOL a guida autonoma con due posti a sedere e diciotto rotori. Grazie ai cosiddetti Voloports, i Volocopter avranno a disposizione un’infrastruttura adatta per decollare, atterrare e caricare merci e passeggeri.

Voloconnect di Volocopter. Fonte: Youtube/Volocopter

Anche le grandi imprese hanno riconosciuto il potenziale di questi progetti. Le case automobilistiche Toyota e Hyundai e i costruttori di aeroplani Boing e Airbus investono nel futuro dei taxi volanti. Con CityAirbus, l’impresa Airbus sviluppa un multicottero che potrà decollare per la prima volta nel 2023.

Anche i produttori di velivoli come Airbus sviluppano taxi volanti come ad esempio CityAirbus. Fonte: Youtube/Airbus

Secondo uno studio di Porsche Consulting, entro il 2035 saranno circa 23 000 i taxi volanti impiegati a livello commerciale. Roland Berger, consulente presso Porsche, ritiene che entro il 2050 i taxi volanti operativi sul mercato saranno 160 000.

Trasformazione della sorveglianza dello spazio aereo

Gli ostacoli da superare sono però ancora molti. Uno studio del Fraunhofer Institut ritiene che le sfide maggiori siano lo sviluppo dell’infrastruttura e l’aumento del traffico aereo: è necessaria una ristrutturazione dell’intera sorveglianza dello spazio aereo. Occorre anche creare uno standard per le stazioni di ricarica.

Non da ultimo, anche gli abitanti delle città dovranno accettare il traffico aereo. Il rumore generato dovrebbe essere un problema minore rispetto alla densità del traffico aereo. I critici temono in particolare che le code verranno semplicemente spostate dall’asfalto all’aria.

I pionieri del traffico aereo non si lasciano tuttavia scoraggiare. Le prime tratte di test sono già state pianificate ad esempio a Los Angeles, Singapore e Dubai. I primi voli commerciali dovrebbero vedere la luce entro la metà del decennio.

Was abgehoben klingt, dürfte bald Realität werden – zumindest was Taxidienste und Warentransporte betrifft. Mehrere Unternehmen entwickeln derzeit sogenannte Flugtaxis, auch eVTOL genannt – «electric Vertical Take-off and Landing Aircraft».

Denn in den Städten drohen zunehmend Verkehrsinfarkte. Wer aus beruflichen Gründen unterwegs ist, sieht sich vermehrt mit unproduktiver Zeit konfrontiert. Manager in Grossstädten wie Hongkong oder São Paulo nutzen deshalb immer mehr Helikopter, um rechtzeitig an Meetings zu gelangen.

Die ersten Flugtaxis heben 2023 ab

Doch Helikopter sind laut und umweltschädlich. Abhilfe schaffen soll die «Urban Air Mobility» – die kommerzielle Nutzung des städtischen Luftraums. Mehrere Milliarden Dollar wurden in den letzten Jahren bereits in Flugtaxi-Projekte investiert und weltweit sind Startups entstanden, die elektrisch betriebene, senkrecht startende Flugvehikel entwickeln.

In Deutschland hat beispielsweise Lilium für Aufmerksamkeit gesorgt. Aktuell ist ein eVTOL mit sieben Sitzen in Entwicklung. Der Lilium-Jet soll 2024 den kommerziellen Betrieb aufnehmen und den emissionsfreien Transport zwischen Städten sicherstellen.

Das Münchner Unternehmen Lilium testet ein weit fortgeschrittenes Projekt, das 2024 abheben soll. Video: Youtube/Lilium

Aus Deutschland und Singapur stammt das Unternehmen Volocopter. Es hat unter anderem den Voloconnect und den Volocity entwickelt, ein autonom fliegendes, zweisitziges eVTOL mit 18 Rotoren. Mit den sogenannten Voloports will Volocopter auch gleich die geeignete Infrastruktur fürs Abheben, Landen und Laden schaffen.

Der Voloconnect von Volocopter. Video: Youtube/Volocopter

Aber auch Grossunternehmen haben das Potenzial erkannt. Neben den Autokonzernen Toyota und Hyundai investieren die Flugzeugbauer Boing und Airbus in die Zukunft von Flugtaxis. Mit dem CityAirbus entwickelt Airbus einen Multicopter, der 2023 erstmals abheben soll.

Auch Flugzeughersteller wie Airbus entwickeln Flugtaxis wie beispielsweise den CityAirbus. Video: Youtube/Airbus

Laut einer Studie von Porsche Consulting sollen bis 2035 rund 23'000 Flugtaxis kommerziell im Einsatz sein. Bis 2050 rechnet die Unternehmensberatung Roland Berger mit 160'000 kommerziellen Flugtaxis.

Umbau der Luftraumüberwachung

Noch sind hohe Hürden zu überwinden. Eine Studie des Fraunhofer Instituts nennt die Entwicklung der Infrastruktur und insbesondere die Steuerung des Luftverkehrs als grösste Herausforderung – ein Umbau der gesamten Luftraumüberwachung wäre notwendig. Auch ist ein Standard für Ladestationen erforderlich.

Nicht zuletzt müssen die Menschen in den Städten den Flugverkehr akzeptieren. Die Lärmentwicklung dürfte dabei weniger ein Problem sein, als die Dichte des Flugverkehrs. Kritiker monieren nämlich, Staus würden damit einfach vom Asphalt in die Luft verlegt.

Davon lassen sich die Visionäre des Lufttaxi-Verkehrs derzeit nicht abschrecken. Es sind bereits erste Testrouten unter anderem in Los Angeles, Singapur und Dubai geplant. Mitte der 2020er-Jahre dürfte mit den ersten kommerziellen Einsätzen gerechnet werden.

Prima pubblicazione:  
25.2.2022
  Ultimo aggiornamento: 
28.2.2022
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